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Dano, Mastro Acetaio.

Una tradizione che inizia con il Bisnonno.

Una stretta di mano e pochi minuti trascorsi in compagnia di Dodi Ricordano, Dano per gli amici, sono sufficienti per provare  il desiderio incontenibile di scoprire tutti i segreti dell’affascinante mondo del Balsamico. L’entusiasmo e la passione di Dano hanno radici nelle tradizioni della sua famiglia.

Bisnonno Anselmo

La  storia di questa famiglia inizia nel 1891 con la nascita della nonna di Dano, Carmelina.
Alla sua nascita ll padre Anselmo, bisnonno di Dano, avviò per la figlia la prima “batteria” di 5 botti decrescenti di  legni diversi.
Secondo la consuetudine delle famiglie agricole benestanti del tempo, la “batteria” costituiva  la dote che la figlia avrebbe portato con sé al momento di sposarsi. Rappresentava inoltre una riserva di vitamine e ricchi nutrienti per le persone debilitate, donne e bambini.

Nel 1915 la nonna Carmelina sposò Dodi Ricordano, un mastro casaro del Parmigiano Reggiano e la batteria si spostò con lei. Nel corso degli anni la nonna non smise mai di prendersi cura delle piccole botti che sarebbero poi passate, secondo gli usi del tempo, al figlio primogenito Rolando, padre di Dano.

Nonna Carmelina

Dano nacque nel 1951 e fu battezzato con il nome del nonno. Il suo destino era quello di diventare casaro ma lui stabilì da subito un rapporto speciale con la nonna Carmelina. Lei trascorreva parte del suo tempo a svelare a  Dano i segreti e riti della produzione del Balsamico. Dopo la morte dei nonni Dano ereditò la batteria della famiglia e fu aiutato dalla madre Elda a prendersi cura delle botti proprio come aveva fatto la nonna Carmelina.

 

Elda, madre di Dano, con un cliente cinese

All’età di 32 anni Dano decise di abbandonare il lavoro del casaro per quello di Mastro Acetaio, titolo che si guadagnò grazie al suo impegno e alla sua intraprendenza raggiungendo grande competenza in questo settore.

 

 

 

Dodi e sua moglie Valeria

L’intera famiglia fu coinvolta dall’entusiasmo di Dano e infatti la mamma e la moglie Valeria hanno da subito lavorato e avuto un ruolo importante nell’attività. Ora Valeria continua ad occuparsi dei preziosi barili come avevano fatto le donne della famiglia in precedenza e tutti sono stati uniti dalla stessa passione per questo elisir che si produce ancora con la semplicità e dedizione di un tempo, in un ambiente semplice e familiare.